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CeCi n'eSt pAS un BLoG*You Have To pAss tHrouGh mY EyES BefOre* My pERsonAL StRUgGLe*E s'aprono i fiori notturni...![]() Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse. PiEces Of mE*![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
I aM a PeTriFiED StAr* TagsFiLi di SEtA bLu*1. L'essenza esistenziale dell'essermi presente, di studiarmi dentro come fossi estranea, un mistero al buio da
2. osservare: fantasma pallido tra la luce di luna_piena_di_me per poi 3. piangere lacrime calde di soffusa mancanza, di desiderio incessante di 4. amore, di passione. Rivoglio il mio corpo vivo e intrecciato di strane vibrazioni. 5. Inconscio attendere di me, tra le parole di sogni, tra le note di scritti. Canto ciò che non vedo. Com'è questa melodia? iNTrEcCiO iNaTtEsO*1. La mia paura di morte è come un sacco di plastica che soffoca,
2. insostenibile abbandono inerme al 3. buio creatomi, alla 4. folla di risa che mi guarda e mi indica. Terribile vista, giudizio d'ansia. 5. La fine di tutto è la fine della mia essenza. E ho detto tutto. BuT iN My aRMs sHE Was ALwaYS LoLiTA*Lolita_in me![]() "Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta. She was Lo, plain Lo, in the morning, standing four feet ten in one sock. She was Lola in slacks. She was Dolly at school. She was Dolores on the dotted line. But in my arms she was always Lolita." (Nabokov) I miei amici | 10 Luglio 2008
Strappami.Ora.Sempre*Portone verde acido. Legno sfregiato. Odore di vecchio. 05 Maggio 2008
IL_tUo_SaPOrE*Sapore acido di sangue stantio tra le labbra. 27 Aprile 2008
Di.riNAsCite.MAlfoRmaTe.Leccarti di dolce labbra salate. Sguardo felino blu oltremare. 30 Marzo 2008
VaGAnO.IN.noTtuRnE.EStasY*Implode il vuoto caricaturale. Si devastano le forme buie. 16 Marzo 2008
giving my heart shaped glasses to youSdraiarsi su di un corpo morto: il mio. 01 Marzo 2008
noi iniziati. noi viandanti solitari. noi ninfolettici
Scappavo da Lei lassù, mi stava martoriando gli occhi. Ninfette dagli occhi neri e le chiome scure. Le gambe snelle e veloci. Quei seni accennati. E il ventre piatto. In acqua, trascinata dal vento che strappava le chiome.
Tu stesa, i pantaloni che ti cascano leggeri, un accenno di pelle. Io stesa, gli occhi fissi al soffitto. Il tuo profumo. Gli incubi.
Sfuggi. “Ritorna indietro Saffo: di notte scendo agli inferi e sorrido” 17 Gennaio 2008
Verità reale di un animale nato in gabbia* C’è un palco vuoto, di legno e polvere. Ci sono sessantacinque occhi e sessantasei giudizi.
C’è un palco vuoto e una bilancia al centro.
Ci sono sessantacinque occhi troppo conosciuti. [perché.l’unica.cosa.che.ho.sempre.voluto.fare.non.mi.riesce?]
In due minuti potrebbe passarmi addosso un treno, potrei gettarmi nel vuoto, potrei sentire la testa esplodere al contatto di una pallottola, potrei fare un sorriso, potrei piangere, potrei fare queste e mille altre cose. Un animale nato in gabbia percepisce questa come il suo mondo, la sua vera natura. Un animale nato in gabbia si sente normale. O meglio, un animale nato in gabbia avverte un urlo disperato e inconscio che è la sua verità assoluta e lo ricaccia ripetutamente dentro per salvarsi e preservarsi dal delirio psico-fisico. Il super super compito di un animale nato in gabbia è quello di rimanerci, e di lottare contro il reale sé ogni istante. 05 Gennaio 2008
non c'è posto neanche per morire Non ho ancora vent'anni e mi sento già vecchia. 28 Dicembre 2007
La. signora. Dalloway. poi. alla. fine. cade*Un gradino.
Un altro. Di nuovo. Ancora. Più giù [su]. È tutto ghiacciato. Scivolo. Le gambe sbattono. Le mani sfregano. Le guance gridano. La testa trema. Il filo è teso. Se mi avvicino perde il controllo. Esplode. È rosso. Nero. Viola. Blu. Giallo. Verde. È tutti i colori che puoi immaginare, tranne quello giusto. Il labbro sanguina. Sono. Stufa. Di. Questi. Ciuffi. Scuri. Alle. Volte. Bisogna. Cambiarsi. Drasticamente. Un gradino. Un altro. Di nuovo. Ancora. Più giù [su]. “Oh Signora Dalloway, sempre ad organizzare feste per coprire il silenzio” E ora. Da che. Parte?
26 Novembre 2007
BLocCo SeNZa nErVi*Le dita impiccate che soffocano.
Un blocco. [tu.rimani.fermo.e.ridi] Il nastro adesivo tutto intorno. Poi si strappa. Un silenzio. [io.corro.e.cado] La Luna, poi la nebbia. Il freddo. ![]() Un urlo. [tu] Le mani rigate di tagli. Le mani piangenti e abbandonate. Le mani scomposte. Le mani agitate. Le mani che dormono. Le mani che muoiono. Le mani in silenzio. Le mani veloci. Le mani calde. Le mani fredde. Le mani ripiene di vuoto. E tutte le infinite mani che possono esserci che mi chiudono il battito. Arresto cardiaco. Linea orizzontale. Addio. ![]() [io] |